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Chi fa da Coach al Coach?

Ebbene sì, lo ammetto: sono una ex “scordarella”. Una di quelle alle quali chiedevate di comprare un chilo di limoni e si ritirava a mani vuote; una che si dimenticava di dare le mandate alla porta.

Poi cresci, diventi adulta e certe dimenticanze possono diventare pericolose. Poi ti diplomi in PNL, diventi coach e, diciamocelo, non te lo puoi più permettere. Perché se aiuti gli altri a migliorarsi e a superare i propri limiti, la prima persona sulla quale hai bisogno di lavorare sei tu stesso.

Impossibile? Tutt’altro! Impegnativo? Senz’altro!

Io dico: per fortuna che si può fare. In fondo anche il più grande cardiochirurgo, se avesse bisogno di un intervento al cuore, dovrebbe affidarsi necessariamente a un collega.

Per un coach, avere un coach che gli faccia da coach (perdonate il gioco di parole) è sempre gradito, fermo restando che il lavoro su se stessi si fa in prima persona.

Dicevamo dimenticanze. Ci sono alcune cose che per ricordarle basta scriverle. Per altre, invece, ho trovato utile una visualizzazione.

Le visualizzazioni, in questo caso, sono utili perché l’immagine che si crea indica al cervello la direzione da seguire.

Prendiamo l’esempio delle mandate alla porta quando è sera. Scegliete il momento migliore per fare questa operazione, che può essere al ritorno dall’aver gettato l’immondizia, oppure subito prima di andare a dormire. Visualizzatevi mentre compite il gesto. Mettiamo il caso che vogliate farlo subito prima di andare a letto. Chiudete gli occhi e visualizzatevi alla fine della giornata: avete cenato, avete fatto tutte le operazioni serali, vi siete rilassati davanti alla tv, ora siete pronti per andare a letto; avvicinatevi alla porta, prendete le chiavi e chiudete la serratura; continuate visualizzandovi mentre andate a dormire, mentre vi mettete nel letto con la consapevolezza di aver dato le mandate alla porta.

Ripetete la visualizzazione fino a quando l’operazione scelta non diventerà un rituale.

Costruire se stessi è tra le imprese più affascinanti che esistano, un superamento continuo dei propri limiti che dà sempre più forza.

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