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Ingrana il Cambiamento

“Vorrei tanto smettere di fumare, ma è più forte di me”, “Vorrei tanto non sentirmi più inadeguata quando il mio capo mi rimprovera, ma è più forte di me”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste frasi o le abbiamo dette noi stessi? Beh, sappiatelo: niente è più forte di noi, se siamo caduti in questa trappola è perché abbiamo considerato la forza di volontà come il vero motore del cambiamento.

Perplessi? Facciamo chiarezza: nel post precedente ho parlato dello schema di reazione attacco-fuga; un’eredità che ci portiamo dall’era preistorica e che entra in gioco ogni volta che fiutiamo un pericolo. Ho anche detto di quanto oggi non sia più funzionale questo atteggiamento, per cui bisogna sviluppare nuove risposte comportamentali.

Altri comportamenti, invece, li apprendiamo per esempio da bambini, osservando gli adulti che ci circondano; oppure per rispondere a un bisogno in un determinato momento. Quando sviluppiamo un comportamento, il cervello lo registra e, poiché, per sua natura, tende a risparmiare energia, quando quella stessa situazione si ripresenta, sceglie di mettere in atto il comportamento già sperimentato. Il reiterarsi del comportamento genera a sua volta la nascita di un’abitudine. Mentre la scelta di attuare un comportamento può essere sia conscia che inconscia, quando questo diventa un’abitudine, si trasferisce inevitabilmente a livello inconscio. Da questo momento in poi, il comportamento viene attuato in maniera automatica, senza pensarci. Ecco perché quando diventiamo coscienti che un comportamento è ormai disfunzionale, o anche obsoleto, e vogliamo cambiarlo, la forza di volontà non basta. La volontà agisce a livello conscio, mentre l’abitudine giace nel nostro inconscio.

Attenzione: la volontà è imprescindibile, è come una scintilla che serve ad accendere una miccia; è come il motorino di avviamento di una macchina: la vettura non parte senza, eppure una volta acceso il motore, bisogna mollare la chiave (altrimenti lo bruciamo). Poi per far camminare la macchina abbiamo bisogno di mettere in campo altre azioni (cioè inserire la marcia, lasciare il pedale della frizione e premere l’acceleratore). Nel caso delle abitudini, la PNL ci fornisce tanti strumenti utili per agire sull’inconscio, dalle visualizzazioni allo swish pattern o alle submodalità (per citarne solo alcuni).

Ecco allora il senso delle parole di Carl Jung: “Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”. Sii consapevole di ciò che fai in ogni momento perché i tuoi comportamenti sono una tua scelta che puoi cambiare quando vuoi.

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